2000battute

«Appartengo a una generazione disgraziata a cavallo fra i vecchi tempi ed i nuovi, e che si trova a disagio in tutti e due. Per di più, come lei non avrà potuto fare a meno di accorgersi, sono privo d’illusioni.» –Tomasi di Lampedusa

Il Grande Onetti

el_juntacadaveresDedico una pagina al grande Onetti.
Perché siede tra i grandissimi dell’arte del romanzo e da là continua a palpebrare beffardo, incurante dei lettori, degli editori, dei critici e dei benpensanti.
Siede fumando in un bordello circondato dalle sue puttane, da Larsen Raccattacadaveri, dal Dottor Grey, da Jorge Malabia, da Juanita la pazza e da Brausen, Dio e Creatore di Santa Maria.

Incontrai Juan Carlos Onetti per caso, probabilmente come si incontra qualsiasi autore; è per caso che qualcuno lo suggerisce, per caso si legge una recensione o un commento, e ancora per caso se ne intravede una copertina in libreria o in biblioteca. Come potete ben capire, io non credo agli incontri predestinati né ai disegni intelligenti e neppure all’ordine prussiano. Ma cosa credo io ha poca importanza.

Il mio incontro avvenne in un commento di Julio Cortázar che lessi in Ultimo Round, Cortázar citava Onetti come uno dei suoi maestri, ma non fu tanto questo a colpirmi quanto il tono di quella frase semplice che mi sembrò carica di passione.
Succedeva alla fine del 2012.

Onetti. Juan Carlos.

Cercai nella sua bibliografia per sceglierne un libro e, come spesso mi capita, lo feci in modo disordinato. Voglio dire, non lessi biografie, commenti, non cercai di conoscere l’opera dello scrittore per individuare l’inizio e partire da là oppure l’opera più celebre e tentare con quella. Andai a zonzo, nello stesso modo con il quale perlustro gli scaffali di una libreria o biblioteca, tastando qualche copertina, leggiucchiando qualche sinossi, ripetendomi i titoli e alla fine sfidando le curve a banana, confidando nel mio indimostrato intuito felino, o in seconda battuta nella pura e semplice fortuna, e soprattutto adagiandomi nell’eterno dilettantismo del pigro.

Per questo, il primo libro non poteva che essere Raccattacadaveri, con quel titolo così bizzaro, enigmatico e sornione.
E scelta non fu mai più felice.

Folgorazione. Amore. Bellezza. Capolavoro assoluto. Traduzione fenomenale. Onetti.

Non ripeto qui commenti già espressi nella lettura delle opere, ma offro una mia “personale guida alla lettura”, visto che di Onetti e su Onetti si legge tutto e il contrario di tutto. Insomma non ci si raccapezza, pare.
L’opera di Onetti potrebbe rassomigliare a un albero: ha un fusto principale e dei rami, in più un paio di cespuglietti selvatici. Occorre per lo meno sapere questo: quando si legge un suo libro è come se si stesse esplorando una parte, un arto, un organo, di un corpo. O di un albero, o di un mondo, volendo, visto che tale risulterebbe dal punto di vista di chi ci vive su quell’albero.
È il mondo di Santa Maria o Santamaria o Santa María, luogo immaginario creato da Brausen, personaggio creato da Onetti ne La vita breve. Brausen è il Creatore, Eroe e Dio di Santa Maria. Cosa sia Onetti non si sa. È l’autore, ma Brausen è il Creatore. A Santa Maria lo sanno tutti e l’opera di Onetti è la saga di Santa Maria, creata dalla mente trilobata di Brausen.
Non troverete risposta.

Spesso da Onetti non troverete risposta. Ad esempio, non c’è nessuna spiegazione al fatto che di due libri che costituiscono essenzialmente le due parti di un’unica opera meravigliosa, il suo capolavoro penso io, un’opera sicuramente concepita e probabilmente anche scritta come un tutt’uno, quello che costituisce la seconda parte sia stato pubblicato prima di quello che ne è la prima parte.
Non è un errore. Così ha voluto Onetti.

I due libri sono Raccattacadaveri (Juntacadáveres, 1964) e Il cantiere (El astillero, 1961). Se qualcuno dubitasse, ne aggiungo un terzo di libro, Per una tomba senza nome (Para una tumba sin nombre, 1959), che precede entrambi come data di pubblicazione ma rispetto al tempo narrativo è uno dei rami che si dipartono dal fusto principale e in particolare dalla storia narrata in Raccattacadaveri.
Sorpresi? Increduli? Volete una spiegazione? Non ce l’ho, tranne dirvi che con Onetti i piani narrativo e temporale si sfalsano continuamente e che lui nutre un certo disprezzo per gli uomini, il fatto che siano suoi lettori non migliora le cose.
Se trovate una spiegazione migliore buon per voi. A me questa non-spiegazione piace.

Ultima informazione prima della “personale guida alla lettura”. Onetti è stato pubblicato da Feltrinelli per la prima volta in Italia grazie a Enrico Cicogna, grande conoscitore di letteratura sudamericana e straordinario traduttore capace di rimanere a ruota di un funambolo come Onetti e a sua volta giocolare con la lingua italiana per rendere tutte le sfumature di una prosa cupa e sfavillante allo stesso tempo.
Il palpebrare delle puttane del bordello sulla costa di Santa Maria è la sua firma indimenticabile e inimitabile.
Credo sia stato Enrico Cicogna a suggerire a Feltrinelli di pubblicare prima Raccattacadaveri (1969) poi Il cantiere (1972).

Aggiornamento giugno 2015: Con grande merito e infinito piacere, SUR pubblica per la prima volta in Italia l’esordio di Onetti, il meraviglioso romanzo breve Il pozzo. Onetti non ha ancora smesso di stupire i suoi innamorati, camminando controcorrente  e sciabattando rumorosamente, apposta per infastidire un po’ tutti.

Personale guida alla lettura

I cespugli, ovvero quelli non facenti parte della saga immaginifica di Santa María

Per questa notte (Para esta noche, 1943)
Gli addii (Los adioses, 1954)
Il pozzo (El pozo, 1939)

Santa María

La genesi, la radice:
La vita breve (La vida breve, 1950)

La storia di Larsen, il fusto:
Raccattacadaveri (Juntacadáveres, 1964)
Il cantiere (El astillero, 1961)

Storie nella storia, i rami bassi:
Per una tomba senza nome (Para una tumba sin nombre, 1959)
Lasciamo che parli il vento (Dejemos hablar al viento, 1979)

Racconti, altre storie nella storia ed epilogo, i rami alti:
Triste come lei e altri racconti (Tan triste como ella y otros cuentos, 1976)
Quando ormai nulla più importa (Cuando ya no importe, 1993)

Onetti-Albero

Note:

– Il cantiere è stato recentemente ripubblicato da Edizioni SUR in nuova traduzione curata da Ilide Carmignani. Non l’ho letta, posso immaginare che sia di ottimo livello, ma per ragioni affettive qui ho preferito riportare l’edizione originale tradotta da Enrico Cicogna.

– Sempre Edizioni SUR pubblica una bella nota di Jorge Edwards titolata L’impossibile Onetti.

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14 commenti su “Il Grande Onetti

  1. Boskizzi
    28 luglio 2017

    Capisco bene che l’ordine cronologico di lettura sarebbe Raccattacadaveri, Il cantiere e infine Per una tomba senza nome?

    • 2000battute
      29 luglio 2017

      Sì, quello dovrebbe essere l’ordine

  2. beto
    17 febbraio 2017

    La prossima settimana, quelli di Sur ripubblicano “Triste come lei”, ma con la stessa traduzione di einaudi, che se non vado errato non hai amato molto…

    • 2000battute
      17 febbraio 2017

      sì, diciamo che non apprezzai molto la maldestra impronta einaudiana, e tanto meno venendo dalle traduzioni di Enrico Cicogna che di sicuro non rispecchiano i canoni della traduzione contemporanea che cerca la fedeltà al testo sopra ogni cosa, ma che a mio modo di leggere sono un capolavoro nel capolavoro, come il grande interprete del grande compositore.

    • 2000battute
      17 febbraio 2017

      In ogni caso, sono felice che ripubblichino Onetti

  3. Massimiliano
    20 dicembre 2015

    Ciao, mi trovo a Buenos Aires di passaggio e vorrei approfittarne x comprare qualche libro sudamericano (meglio se di autore argentino) che è andato disperso in Italia. Oggi x merito tuo ho comprato il cantiere ( El astillero) di Onetti, ho cercato Walsh ma sembra soffra anche lui della sindrome del libro disperso e quindi devo cercare nell usato.
    Se puoi darmi qualche consiglio dei tuoi sarebbe molto apprezzato.

    • 2000battute
      20 dicembre 2015

      a me è piaciuto molto José Pablo Feinmann (brutta cosa se Walsh è disperso in Argentina)

  4. Massimiliano
    16 dicembre 2015

    Ciao,
    vorrei darti la lieta novella che a Febbraio esce la nuova edizione di PER UNA TOMBA SENZA NOME (ed. SUR).
    Sarai contento immagino.
    Buon Natale

    • 2000battute
      16 dicembre 2015

      Mi era giunta notizia. Molto contento.
      Buon Natale anche a te

  5. Morris
    28 maggio 2015

    Trovato un nuovo racconto breve Il pozzo, magari lo sai già buona giornata

    • 2000battute
      28 maggio 2015

      Devo ancora comprarlo e leggerlo, ma ciò avverrà entro pochi giorni

  6. dietroleparole
    22 gennaio 2014

    Ti ringrazio moltissimo. Per puro caso ho letto un cespuglio, “Per questa notte” e il primo della saga. Procederò seguendo i tuoi suggerimenti. Mi aspetta una strada lunga e felice. Ciao

    • 2000battute
      22 gennaio 2014

      Mi dirai. Io se rinasco lo rileggo tutto e questa è una delle poche certezze
      ciao
      m

  7. franz
    8 settembre 2013

    sono d’accordo, Onetti è un grande scrittore, sconosciuto ai più, peggio per loro, ho iniziato una vita fa con “Gli addii”, poi ho letto molto di lui, anche se non tutto

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