2000battute

«Appartengo a una generazione disgraziata a cavallo fra i vecchi tempi ed i nuovi, e che si trova a disagio in tutti e due. Per di più, come lei non avrà potuto fare a meno di accorgersi, sono privo d’illusioni.» –Tomasi di Lampedusa

Cielo rosso al mattino – Paul Lynch

CIELO ROSSO AL MATTINO
Paul Lynch
Traduzione di Riccardo Michelucci
66THAND2ND 2017

La normale curiosità è spesso fonte di domande insoddisfatte. Qualche rara volta capita che qualcuno mi chieda come faccio a scegliere i libri, espressione di una normale curiosità, eppure finisce che non riesco mai ad articolare una risposta convincente, anzi sembra che abbia un segreto o un suggeritore nascosto. E invece non è così, la strada non è dritta ma si annoda e si interseca con viuzze laterali. Ad esempio, questo libro l’ho preso per due motivi, anzi tre: la copertina, che con quella fotografia incollata è bellissima al tatto oltreché alla vista, poi il fatto che l’autore è irlandese e mi andava di leggere un irlandese per un antico affetto verso gli autori irlandesi, e infine perché ero da Odradek a Roma e io da Odradek voglio sempre uscire con almeno un libro. In realtà ne cercavo un altro, che non c’era, mi è capitato in mano questo, l’ho rigirato un po’, l’ho posato, mi sono voltato, mi sono rivoltato, l’ho ripreso ed eccoci qua. Capite quindi perché nello sforzo di concettualizzare e confezionare una risposta declamatoria alla domanda Ma come scegli i libri? – è inevitabile che finisca per dire cose confuse che danno pure l’impressione di nascondere reticenza. La realtà è che ci sono sempre più ragioni buttate insieme, alcune evidentemente senza senso, e tutto viene frullato con la casualità. Più o meno funziona così. Più facile è dire come si scartano, ma è un altro discorso.

Data questa scelta improvvisata di un libro sconosciuto, salta questa volta la regola della quarantena per le nuove pubblicazioni che ho adottato da tempo. Cielo rosso al mattino è un libro uscito da poco, non ho idea di cosa se ne dica, non so chi sia Paul Lynch, ma non riesco a non ridacchiare mentre dico che la scelta è stata fortunatissima; l’ho letto e ho pensato Aaaah! Finalmente uno che racconta una storia appassionante – e me lo sono davvero goduto dalla prima all’ultima pagina.

In effetti era quello che speravo, una bella storia come sanno raccontare gli irlandesi, con povera gente che si affanna, si sposta, si azzuffa, grandi bevute per alleviare e pioggia per meditare. Insomma, una storia di qualcuno raccontata per il piacere di raccontare e quello di ascoltare.
Paul Lynch sa raccontare. La storia, che non rivelerò se non per vaghissimi accenni, vista e confermata la mia antipatia ferocissima per il termine spoiler, ha tutti gli ingredienti che già dicevo, con in più un colpo di scena quando da storia irlandese, come si presenta inizialmente, si rivela essere una storia western, e ci si accorge che lo era sempre stata, fin dall’inizio. È western l’inseguimento, lo è lo specchiarsi a distanza dei due protagonisti principali, caratteri opposti e speculari, è western perfino il cielo rosso del titolo. Lynch riesce ad amalgamare due sapori letterari molto ben caratterizzati per farne uno nuovo, un racconto western in stile irlandese, che non si sa cosa voglia dire e nemmeno che faccia abbia un ibrido del genere.

La faccia è sporca di fango e di sudore, bagnata dalla pioggia e dal sangue, la voce è quella delle torbiere e delle brume della brughiera, la schiena rotta dalle cavalcate, dalla fuga e dal lavoro col piccone, il destino è quello di chi fugge dalla sentenza che la terra di nascita gli ha buttato addosso, diretto verso una frontiera che nasconde oscurità.

È un libro fortemente cinematografico. Lynch scrive per inquadrature e forse è proprio questo il segreto della fluidità della storia e del piacere che si ricava dalla lettura. La si guarda scorrere, si seguono le scene, più che leggerla. Fossi una casa di produzione ne comprerei subito i diritti per un film. Sarebbe una di quelle storie sporche e drammatiche, di uomini battuti e feroci, di destini impietosi e ricordi di una tenerezza lontana. Sarebbe un film western insolito, una caccia all’uomo iniziata tra le torbiere d’Irlanda, con scene piovose, scene di fango, scene notturne, scene di mare e di valli. Un film di azione e di sofferenza, un film sul destino che plana sull’uomo come un uccello rapace e di una coscienza che non smette mai di confessare la propria paura.

Potrebbe riuscire un grande film. Ora c’è una bellissima storia.

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3 commenti su “Cielo rosso al mattino – Paul Lynch

  1. karenina
    4 luglio 2017

    Se mi chiedessero come scelgo i libri potrei dire che ho i miei siti fidati, sei fra questi :-). Mi aggiungo ai suggerimenti per McCarthy con Suttree.

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Questa voce è stata pubblicata il 1 luglio 2017 da in 66THAND2ND, Autori, Editori, Lynch, Paul con tag , , , .

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