2000battute

«Appartengo a una generazione disgraziata a cavallo fra i vecchi tempi ed i nuovi, e che si trova a disagio in tutti e due. Per di più, come lei non avrà potuto fare a meno di accorgersi, sono privo d’illusioni.» –Tomasi di Lampedusa

Il libro dei bambini soli – Enrico Sibilla

IL LIBRO DEI BAMBINI SOLI
Enrico Sibilla
il Saggiatore 2016

Si dice in giro che non si pubblicano libri di racconti in Italia. Io vedo in giro un sacco di libri di racconti. Qualcosa sfugge alla mia comprensione. È straniante leggere un’affermazione e non ritrovarla nella realtà. Quale realtà? – inizi a domandarti – Affermazione constatazione imposizione, sono irreali? Oppure sono io a essere irreale? Forse avviene solo in parte, sono parzialmente irreale, forse è per questo che le affermazioni non corrispondono alle constatazioni?

Oppure è tutto un inganno, una truffa, sono scie chimiche che attraversano il discorso pubblico e noi le inseguiamo per scoprire dove si va a finire a inseguire scie che inevitabilmente svaporano, come fanno a volte le teorie, le affermazioni, i libri, le donne e i desideri.

Il libro dei bambini soli raccoglie i racconti di un esordiente che come molti esordienti sente l’impellenza di combattere contro la banalità del mondo e la marea della produzione editoriale. L’esordiente deve trovare una voce che lo fiondi fuori dalla folla e anche una storia che si divincoli da tutte le storie che sono state già scritte e raccontate molte volte. Si capisce, l’esordiente deve esordire e per esordire devi stupire, un numero necessario di persone che formino un gruppo, non solo frammenti di persone, non solo gruppi di fantasmi. Serve il riconoscimento, altrimenti non puoi essere un esordiente, ma sei solo un fantasma di esordiente.

Enrico Sibilla ci prova, ci riesce, forse ci riesce, in parte in tutto, chissà, si merita la possibilità di esordire. Lo fa con una lingua artefatta e con delle visioni storpie di bambini. Lo so, detto così potrebbe far increspare delle fronti, ma ricordatevi che l’esordiente ha bisogno di stupire.

Col piede alla soglia mentre sfiora coll’indice il tasto, nell’ora di pranzo il bambino che viene da scuola respira l’odore materno filtrato negli angoli tiepidi del mezzanino. Riconosce la carne pressata e impastata impotente e poi fatta fremere dentro un piccolo magma che è sugo ed è olio ed è sangue.
Le svizzere. Le svizzere sono di carne pressata e impastata impotente e fatta poi fremere dentro un piccolo magma che è sugo ed è olio ed è sangue.
Ha undici anni e le dita a cappone, è l’alunno che ogni giorno ritorna e dunque anche oggi ritorna, e questa è la gabbia accogliente che è casa e non precipita mai, il posto perenne del suo primo soccorso.

Sono i bambini i protagonisti dei racconti di Sibilla, i bambini insopportabili protagonisti di libri meno che mediocri, qui diventano bambini che la lingua descrive con toni e colori metallici, bambini estranei che si muovono a scatti in un mondo di sociopatici. La lingua di Sibilla segna i contorni attorno alle figure spigolose e le distanzia. C’è uno spazio anomalo che separa i protagonisti, questo inizialmente produce uno straniamento, come quando si percepisce un’anomalia in un contesto che dovrebbe essere usuale, invece loro, i personaggi di Sibilla, sono un passo più lontani uno dall’altro rispetto all’esperienza comune, come dei finlandesi riluttanti ai contatti umani. Effetto straniante, lingua meccanica, una quotidianità distorta vista da bambini dai cuori meccanici.

Sono tutte variazioni sul tema quelle che Sibilla modula. Bambini, sempre bambini, segregati da un contorno tracciato dall’autore che li allontana da un mondo inospitale, loro, bambini apparentemente senza infanzia né innocenza.

Forse vira sul gotico l’umanità notturna, forse entra una vena di surreale e di mostruoso nei racconti che vogliono stupire, provocare incubi, turbare rivoltando l’immaginario dei conformisti, come titoli di testa di una storia horror che potrà svilupparsi solo in abomini.

Appassiona? No. Stupisce? Talvolta. Si libera dalla palude conformista? Sì, si sforza, ci riesce, scavandosi una nicchia di umanità metallica. Lascia quel sapore acre che ben conosciamo.

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2 commenti su “Il libro dei bambini soli – Enrico Sibilla

  1. Pingback: 2000battute, 17 giugno 2017 | Enrico Sibilla

  2. Domenico Fina
    17 giugno 2017

    In realtà si pubblicano molti libri di racconti, tuttavia i racconti (non so davvero perché) non suscitano attrazione su larga scala, si leggono poco. Ciao

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Questa voce è stata pubblicata il 17 giugno 2017 da in Autori, Editori, Il Saggiatore, Sibilla, Enrico con tag , , , , .

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