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«Appartengo a una generazione disgraziata a cavallo fra i vecchi tempi ed i nuovi, e che si trova a disagio in tutti e due. Per di più, come lei non avrà potuto fare a meno di accorgersi, sono privo d’illusioni.» –Tomasi di Lampedusa

Il mio amato brontosauro – Brian Switek

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IL MIO AMATO BRONTOSAURO – Vecchie ossa e nuova scienza
Brian Switek
Traduzione di Jasmina Trifoni
Codice 2014

Lo so che c’è chi appena vede citato un saggio pensa Ah è un saggio? – e spegne l’interruttore. E anche chi appena vede che si parla di dinosauri pensa Ah un libro per bambini! – e poi subito dopo Ma non è un po’ vecchio quello per certe cose? – e spegne l’interruttore.
Lo so e per me va bene. Nessuna rimostranza o altre rogne. Va bene.  Dico sul serio.

In effetti è proprio così, questo è un saggio (o come dicono quelli a cui piace la cucina giapponese e praticano yoga è non-fiction, che io ogni volta che lo sento dire penso subito a quelle astrusità tipo diversamente abile, operatore ecologico, altrimenti simpatico o voto responsabile).
Come se non bastasse parla proprio di dinosauri, per dirla genericamente, che in realtà mica tutti quelli che noi chiamiamo dinosauri si chiamano davvero dinosauri, c’hanno molti altri nomi. Parla di un sacco di dinosauri, che faccenda spiacevole, vero? Ma almeno, forse dice qualcuno di quelli con una certa gentilezza d’animo, è uno scienziato a parlarne, vero?… un luminare… un levimontalcino…un einstieino della dinosaurologia, almeno? Bè no, questo Brian Switek, l’autore, non è un luminare, nemmeno un cattedratico, in realtà è un dilettante, se così possiamo dire, uno molto appassionato che è finito per dedicare quasi tutto il tempo alla sua passione, che sono i dinosauri, per l’appunto. Io capisco e non biasimo chi a questo punto si arrende e spegne l’interruttore con l’animo sereno di chi ci ha provato. Lo capisco.

Di certo non è un gran modo nemmeno per far colpo su qualche donna questo qui di leggere saggi sui dinosauri scritti da dei dilettanti. Però, non so come dirlo in modo più semplice e immacolato, a me, personalmente intendo, senza alcuna intenzione di convincere qualcuno, quindi personalmente nella mia solitaria individualità, ecco mettiamola così, solitaria individualità suona bene e mi pare chiaro per tutti, a me leggere questi saggi sui dinosauri e la preistoria e gli scimmioni che diventano uomini, scritti da luminari o da dilettanti appassionati, a me piace da matti, è una delle letture più piacevoli, rilassanti, interessanti, antistress, divertenti, intriganti e rinfrancanti che io conosca. Sono continuamente in cerca di nuovi saggi di questo genere, dinosauri, cose della preistoria, paleontologia, antropologia, paleo-qualunquecosa, appena ne finisco uno penso subito al successivo e se non ce l’ho lo cerco senza posa finché non ne individuo uno. Sfortunatamente il genere non è ricco come vorrei. Ma davvero, se volete farmi felice, tra le quattro o cinque cose che potete fare, senz’altro c’è quella di farmi conoscere un libro di questo genere che non conoscevo. Questa confessione non l’avevo mai fatta a nessuno, è un’anteprima, ma la faccio per una buona ragione.

La ragione è che Il mio amato brontosauro è un saggio bellissimo: è divertente, interessante, rilassante, un esempio di divulgazione scientifica da insegnare soprattutto ai professori, forse proprio perché scritto da un appassionato dilettante invece che dal luminare, ma certo Switek è stato molto bravo a trasmettere tutta la sua passione e incrollabile curiosità per questa storia incredibilmente favolosa della quale conosciamo abbastanza e un’infinità di cose ancora devono essere scoperte. La storia dei dinosauri, sempre genericamente parlando, è una delle storie più belle che esistano, una delle avventure più emozionanti, uno degli intrighi più indecifrabili, uno dei thriller con più suspence.

Il titolo italiano, fedele all’originale My beloved brontosaurus, dapprima non dice granché, anzi può pure sviare perché magari uno pensa a un bambino e al suo pupazzetto preferito, una cosa infantile insomma, ma dopo averlo letto assume tutto un altro colore e viene davvero da dire Il mio amato brontosauro, viene proprio da dirlo. Racconta cose sorprendenti, almeno per chi non sia già esperto, e le mescola con una storia personale che potremmo definire di formazione, come ci sono i romanzi di formazione questo è un saggio di formazione, anzi scusate, una non-fiction di formazione, nel senso che è l’autore stesso il personaggio del quale seguiamo la crescita, l’evoluzione dall’adolescenza fino all’età adulta. Con lui seguiamo la crescita, la formazione degli amati dinosauri, dall’adolescenza fino all’età adulta della loro era durata centinaia di milioni di anni. Fino a quell’estinzione ancora inspiegata. Come vi ho detto, non è un libro da leggere Per Imparare, questo presuntuoso imperativo categorico opprimente e piovigginoso, ma è un libro per passare delle ore piacevoli, molto piacevoli e, quando lo si finisce, per dirsi che sono state proprio delle ore piacevoli quelle in sua compagnia.

Ad esempio, una delle tante domande intriganti ancora senza risposta che quegli animali incredibili ci hanno lasciato: questo è uno stegosauro; maschi e femmine si pensa fossero morfologicamente simili; gli organi sessuali si pensa che funzionassero più o meno come immaginate che funzionino se considerate che questi bestioni di 5 o 6 tonnellate erano dei placidi erbivori e fate un paragone con le vacche e i tori. La domanda è molto semplice: come diavolo faceva il maschio a montare la femmina? Ci sono riusciti senz’altro per vari milioni di anni, ma come ci riuscissero ancora non l’ha capito per certo nessuno. Mica male eh?

stegosauro

E poi, qui dico una cosa molto personale e un po’ supponente, quando l’autore citava il suo stupore e gioia ed emozione durante le sue frequenti visite al Museo di Storia Naturale di New York, un po’ pensavo che quelle cose le conoscevo anche io. A me New York in generale piace e le volte che ci sono stato non mi sono mai annoiato. Ma se penso al Museo di Storia Naturale e ai quei dinosauri straordinariamente favolosi e a come sono rimasto impietrito dallo stupore e dalla meraviglia la prima volta che li ho visti, là fermo impalato a guardare quelle ossa incredibili circondato da sciami di bambini urlanti, allora quando penso alla prossima volta che sarò a New York, niente è paragonabile al desiderio che avrei di ritornare al Museo di Storia Naturale e alla gioia di restare ancora impalato come uno spaventapasseri davanti a quei colossi strepitosi a guardarli e a respirare quel qualcosa che traspira da loro, non so cosa sia, ma rende felici.

Note:
– dal 22 marzo al 09 luglio 2017, al MUDEC di Milano ci sarà la mostra Dinosauri. Giganti dall’Argentina che io mi aspetto sia non meno di pazzescamente bella considerato che i fossili argentini sono tra i più strepitosi. Se avete dei bambini, secondo me, fate loro un gran regalo a portarli a quella mostra, impazziscono di gioia i bambini davanti ai dinosauri. E se anche non li avete, ma pure se li avete, ve lo fate a voi stessi il regalo. Io non vedo l’ora, non-vedo-l’ora, se cercano volontari per tenere aperto ditemelo che mi rendo disponibile immediatamente.

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La gioia. (New York City, 2011)

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5 commenti su “Il mio amato brontosauro – Brian Switek

  1. Domenico Fina
    19 febbraio 2017

    Bello, anche se non sono un appassionato del ramo i dinosauri sono sempre una meraviglia.

  2. Alessandra
    18 febbraio 2017

    Bellissimo post. Le tue parole mi girano ancora nella testa. E’ come se l’autore fosse riuscito a contagiarti con la sua passione, o comunque a rinfocolarti un interesse sopito. E io non avrei mai pensato che un giorno mi sarebbe sorta la voglia di leggere un testo di questo genere.

    • 2000battute
      18 febbraio 2017

      Più che sopita è una passione repressa perché non trovo abbastanza libri. È una storia meravigliosa quella dei dinosauri, come un’epica antica che si è persa nel buio del tempo.

    • 2000battute
      18 febbraio 2017

      È che mi sono proprio divertito e ho ammirato moltissimo l’autore per la capacità di divulgazione scientifica riuscendo a coinvolgere il lettore. Si sente tanto la mancanza di divulgatori come questo.

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Questa voce è stata pubblicata il 18 febbraio 2017 da in Autori, Codice, Editori, Switek, Brian con tag , , , .

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