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«Appartengo a una generazione disgraziata a cavallo fra i vecchi tempi ed i nuovi, e che si trova a disagio in tutti e due. Per di più, come lei non avrà potuto fare a meno di accorgersi, sono privo d’illusioni.» –Tomasi di Lampedusa

Il complotto mongolo – Rafael Bernal

complotto

IL COMPLOTTO MONGOLO
Rafael Bernal
Traduzione di Andrea Ghezzi
La Linea 2011

Libro, autore ed editore che non conoscevo, ma sui quali un commento intravisto di sfuggita mi ha acceso la curiosità. Il complotto mongolo è un poliziesco, hard boiled si dice nella prefazione, pubblicato in Messico nel 1969 e pare rappresenti il capostipite di una certa letteratura noir ispano-americana. Decisamente influenzato dai polizieschi americani e dall’atmosfera dell’epoca – il protagonista dalla mano pesante e la vita dissoluta ma fondamentalmente buono, ha tratti ed assonanze con Shaft, di pochi anni successivo.

Fottuto Colonnello! Non voglio morti, dice, ma fa chiamare me. E a me vengono a chiamare sempre per la stessa ragione, perché vogliono morti e vogliono anche che le loro manine ne escano pulite. È stato proprio per il ribrezzo dei morti che hanno decretato la fine del tempo delle pallottole e hanno inaugurato quello delle leggi. Alcune volte, però, la legge sembra non essere ugualmente efficace e allora si ricordano di me.

La storia ha lo svolgimento classico della concatenazione di eventi con sorpresa annunciata. Procede in una direzione per azioni e reazioni successive, ma si sa che la direzione si rivelerà sbagliata e Garcia, il nome del protagonista, lo sa e lo dice, quindi lo sappiamo anche noi.

La trama gira attorno a un presunto attentato al presidente americano in visita di stato a Citta del Messico  annunciato da una informativa dei servizi segreti russi. Garcia indaga e deve collaborare con un agente americano e uno russo. Ma Garcia ha la mano pesante e semina morti, quindi il disvelamento del complotto non procede.

Non procede? Procede, ve l’ho detto, con andatura sotterranea, fino a che non riemerge. C’entrano brutti giri di politica e malaffare, tra le righe la storia sporca del Messico.
Ovviamente non posso svelare nulla.

Dà piacere leggerlo, non la tiro per le lunghe, è un poliziesco, aspettatevi un poliziesco e otterrete un poliziesco.

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Questa voce è stata pubblicata il 19 novembre 2016 da in Autori, Bernal, Rafael, Editori, La Linea con tag , , , , , .

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