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«Appartengo a una generazione disgraziata a cavallo fra i vecchi tempi ed i nuovi, e che si trova a disagio in tutti e due. Per di più, come lei non avrà potuto fare a meno di accorgersi, sono privo d’illusioni.» –Tomasi di Lampedusa

Uomini famosi che sono stati a Sunne – Göran Tunström

sunne

UOMINI FAMOSI CHE SONO STATI A SUNNE
Göran Tunström
Traduzione di Maria Cristina Lombardi
Iperborea 2003

Questo è già il quarto titolo di Tunström che leggo e andando a rivedere cosa dicevo degli altri mi accorgo che ogni volta dopo che leggo Tunström mi viene da pensare che dire qualcosa su Tunström è difficile. E anche questa volta infatti il primo pensiero è stato Però, mica facile parlare di questo Uomini famosi che sono stati a Sunne.
Che Göran Tunström sia stato un grande scrittore lo sai, dovresti saperlo, se non lo sai te lo ripeto ancora, Göran Tunström è stato uno dei grandi scrittori del Novecento, uno dei maggiori della fine del Novecento, non lo stiamo scoprendo adesso io e te.

Questo però non mi aiutava nel trovare una via nelle parole. Ripetere le lodi al grande Göran non serve e non mi diverte. Allora ho riletto cosa scrissi dei tre precedenti libri, una cosa che non faccio praticamente mai; io penso cosa scrivere, lo scrivo, talvolta con grandi risate altre volte con grande disperazione, a volte in fretta a volte lentamente, insomma in qualche modo lo scrivo, poi rileggo svogliatamente e basta, il giorno dopo è una tomba che non si riapre, a fatica ricordo qualcosa di cosa ho scritto. Ma questa volta guardavo Göran e pensavo che mi serviva un aiuto dalle parole morte.
Ho riletto e mi sono divertito a rileggere dello sforzo di scalare la montagna Tunström conservando un passo dignitoso, senza ridurmi a carponi, insomma. Ho anche rivisto la sorpresa di quei libri maestosi o avvolgenti, a volte esilaranti, altre così densi di dolore da far diventare muti chi li legge. E in tutti il passo scandinavo di Tunström, la flemma di un alce, le pagine che si voltano lentamente, senza un vero inizio e una vera fine.
Mentre leggevo Uomini famosi che sono stati a Sunne ero stupito perché quasi non mi sembrava Tunström quello che leggevo. Era il registro a essere diverso, io penso che anche senza esserne cosciente il cervello riesca a ripescare ricordi messi a dormire in un archivio umido, insalubre. Il cervello è un luogo insalubre per i ricordi, su questo non so chi potrebbe avere dei dubbi. Però qualcosa funziona, una zampa meccanica ne afferra qualcuno e lo estrae quando è il caso. Così io penso che mentre leggevo fosse stata estratta una zampata di ricordi di Tunström e per qualche ragione ero sorpreso.

Uomini famosi che sono stati a Sunne è un’ulteriore sorpresa, ancora diversa da quella prodotta dagli altri libri. Come Chiarori non è un libro fluviale, mentre invece lo sono L’Oratorio di Natale e Il ladro della Bibbia, maestosi nella potenza delle loro storie e del carico di esistenza che trasportano; come Chiarori è ironico, di un ‘ironia malinconica se preferite, ma come gli altri due è anch’esso un libro-mondo la cui storia avvolge in modo completo un mondo intero, ancora una volta il piccolo mondo di Sunne, il paesino natale di Tunström. E tuttavia è una Sunne irreale questa.

Ma ti rendi conto che Tunström ha scritto capolavori soltanto guardando il piccolo, insignificante paesino di Sunne? È straordinario cosa può fare il talento e l’immaginazione. Torniamo a Sunne di Uomini famosi che sono stati a Sunne. Che titolo buffo è questo? Che uomini famosi possono essere mai stati a Sunne? Nessuno, se si guarda con l’occhio piatto del notaio, oppure tanti se invece si guarda con quell’altro occhio che sta in testa. Diventano famosi anche uomini di nessuna fama, se solo si fanno ridere gli occhi. E il grande Göran sapeva condensare una montagna di dolore in poche pagine come sapeva far ridere gli occhi per dar vita a un teatro buffo come quello di Uomini famosi che sono stati a Sunne.

Gli uomini famosi sono Harald, un pittore che non sa dipingere, Stellan il proprietario della bottega del paese, il pastore protestante Cederblom, Isabella la moglie del pittore, Lena una donna, e anche l’incredibile Ed, l’astronauta americano che è stato addirittura sulla Luna. Questi sono i meravigliosi uomini famosi che sono stati a Sunne, tutti raccontati dallo stesso Stellan, il modesto e servile bottegaio che deve celebrare la fondazione del paese componendo una storia di persone celebri quando nessuna persona celebre è mai stata a Sunne. E allora rende se stesso e pochi altri delle celebrità immaginarie, trasformate in sogni, colorate di ricordi non veri, ma senza cambiarle più di tanto. Il pastore rimane un pastore, il pittore di scarso talento non diventa un Van Gogh, l’astronauta è in realtà un ubriacone, solo le donne sono meravigliose, ma perché lui ne è invidioso. Ed anche lui stesso, Stellan, autonominatosi persona famosa che è stato a Sunne rimane il bottegaio modesto e maltrattato dalla moglie e pensa che la vita sia avara con lui.

Ma allora, dirai tu, che è cambiato rispetto alla vera Sunne in questa storia improbabile delle celebrità di Sunne? È cambiata la poesia. Perché ricordati che Göran Tunström nacque poeta e lo rimarrà sempre anche nei romanzi. Quello che fa questa volta è un piccolo trucco; non cambia le persone di Sunne e neppure i luoghi. Non cambia quasi nulla, tranne un dettaglio a cui non ci si fa quasi mai caso. Cambia la Realtà con la Verità.

La storia che racconta non è la storia reale, ma quella vera. La Sunne che racconta è irreale eppure vera e così sono le vite delle celebrità di Sunne che non sono realmente celebri ma sono le vere celebrità di quella storia. Ed anche i dialoghi i fatti e i ricordi che si raccontano, non sono quelli reali. Però sono tutti veri; in questa piccola grande storia di Sunne, ogni cosa è irreale ma di certo vera.

E tutto questo se ci pensi è solo un piccolo trucco.

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2 commenti su “Uomini famosi che sono stati a Sunne – Göran Tunström

  1. karenina
    1 ottobre 2016

    Ho appena letto La vita vera, per me il terzo di questo autore e non posso che concordare: ha qualcosa di veramente originale difficile da dire.

    • 2000battute
      1 ottobre 2016

      Mi manca, lo leggerò, riesce ogni volta a sorprendermi

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Questa voce è stata pubblicata il 1 ottobre 2016 da in Autori, Editori, Iperborea, Tunström, Göran con tag , , , , .

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