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«Appartengo a una generazione disgraziata a cavallo fra i vecchi tempi ed i nuovi, e che si trova a disagio in tutti e due. Per di più, come lei non avrà potuto fare a meno di accorgersi, sono privo d’illusioni.» –Tomasi di Lampedusa

Variazioni in rosso – Rodolfo Walsh

variazioni in rosso

VARIAZIONI IN ROSSO
Rodolfo Walsh
Traduzione di Eleonora Mogavero
SUR 2015

È sempre un po’ difficile commentare un eroe. Anche leggere uno scrittore-eroe può causare qualche imbarazzo, in particolare quando si leggono i testi non eroici, quelli non so se si può dire normali, per dire di quei racconti che anche un comune scrittore non eroico avrebbe potuto scrivere. Con gli eroi si fatica a frenare la tendenza a sbalzarsi verso l’elegia a prescindere, come quei fenomenali (re)censori che anche davanti a una foto dell’eroe in poltrona che legge un giornale dicono che si vede chiaramente l’eroicità del soggetto ritratto; oppure, seconda opzione, difronte all’eroe scatta il ticchio del bastian contrario di chi si fa un punto d’orgoglio denigrarlo manco fosse un malfattore rubagalline.

Rodolfo Walsh è un eroe civile. Senza discussione.
È un desaparecido ed è stato un grande giornalista e attivista per la democrazia e i diritti umani. Ha denunciato la barbarie di varie giunte militari argentine pubblicando inchieste, articoli e libri sui crimini commessi e per questo è morto. Lo sapeva che la sua fine sarebbe stata quella e non si è tirato indietro. È un eroe Rodolfo Walsh. Punto. A capo.
Se volete maggiori informazioni vi suggerisco di iniziare dalla voce in inglese di Wikipedia (quella in italiano è talmente scadente che piuttosto usate Google Translate dall’inglese). In italiano potete trovare pubblicata da Hortus Musicus sia una breve biografia sia la Lettera ai miei amici che Walsh scrisse dopo l’uccisione della figlia Vicky in uno scontro armato con l’esercito. Trovate sul sito di SUR anche un bel commento di Ricardo Piglia.
Se volete conoscere Rodolfo Walsh potete eventualmente leggere Il Giorno della Madre di José Pablo Feinmann che lo ricorda spesso. In ogni caso, sarebbe d’obbligo, sempre per chi vuole interessarsi a Rodolfo Walsh, leggere Operazione massacro (cosa che sto facendo pure io).

Rodolfo Walsh era un giornalista e uno scrittore, usava la penna, non era un guerrigliero, nonostante la sua adesione ai montoneros. Non era Che Guevara. Non è un eroe perché prima di farsi catturare ha sparato ai poliziotti sapendo già che in ogni caso sarebbe stato torturato e poi ammazzato; è un eroe per quello che ha scritto, per i reportage, per Operazione massacro e per la Lettera aperta di Rodolfo Walsh alla giunta militare, spedita il giorno stesso della morte. Per tutto questo Rodolfo Walsh è un eroe.

Allora, sì lo so che non ho ancora detto una parola su questo Variazioni in rosso che SUR ha recentemente ripubblicato, pazienza, ora ci arrivo… allora, da tutta questa premessa, indispensabile sia per far conoscere almeno un poco Rodolfo Walsh a chi non lo conosceva, sia per poter parlare di Variazioni in rosso, si deduce che sarebbe un’idea discutibile, nel caso fosse venuta a qualcuno, quella di riversare apologie, panegirici e iperboli glorificanti sui tre racconti di Variazioni in rosso, perché e solo perché li ha scritti Rodolfo Walsh.
Certo, ora qualcuno ricorderà che fu García Márquez a dire che “Rodolfo Walsh è stato l’autore di testi polizieschi stupendi”, aggiungendo poi, da uomo vanitoso, che li leggeva dopo serate di grandi bevute. Ma altri ribatteranno che fu lo stesso Walsh, invece, a commentare che “il mio primo libro sono stati tre brevi romanzi polizieschi, genere che oggi detesto.”, concludendo poi che li scrisse per divertirsi e guadagnare qualcosa. Chi ha letto Operazione massacro probabilmente ricorderà che queste citazioni sono riportate nel bel saggio di Angelo Morino Sequestrato numero 26.001 che chiude l’opera. Per conto mio, dico che è meglio lasciar perdere le citazioni estrapolate da ricordi alcolici o ripensamenti scorbutici.

Variazioni in rosso sono tre racconti polizieschi, pubblicati nel 1953 da un giovane Rodolfo Walsh che affiancava all’attività di correttore di bozze, traduttore e poi giornalista anche la passione per i racconti polizieschi, genere che ha avuto una tradizione popolare importante in Argentina (per l’influenza inglese, ipotizzo), diffuso attraverso riviste a esso dedicate e che dagli anni ’40 ha ricevuto un impulso decisivo grazie a Borges e Bioy Casares come autori del favoloso don Isidro Parodi. Gli stessi saranno molto tempo dopo i curatori de I signori del mistero. Antologia dei maggiori racconti polizieschi – Editori Riuniti 1982 (Los mejores cuentos policiales – 1 y 2, 1982/1988). Quindi, è il giovane Rodolfo Walsh, non ancora l’eroe Rodolfo Walsh, che pubblica nel 1953 tre racconti polizieschi riuniti sotto il titolo di Variazioni in rosso (Variaciones en rojo). Ok? Chiaro no?

Per cui, non c’è alcun bisogno di ficcare dentro a questi tre racconti polizieschi l’eroe Rodolfo Walsh, immaginando magari premonizioni e indizi degli avvenimenti che sarebbero accaduti venticinque anni dopo, rintracciabili nelle trame di tre molto normali molto convenzionali molto comunemente gradevoli racconti polizieschi.

Quindi, ormai l’ho detto e posso ripeterlo, i tre racconti di Variazioni in rosso sono tre molto normali molto convenzionali molto comunemente gradevoli racconti polizieschi, scritti secondo il canone dell’epoca in Argentina, canone in voga molto prima in Inghilterra, basti leggere i racconti scritti negli anni ’10 e ’20 da Freeman ad esempio. Oggi si leggono come si leggono i racconti di Freeman o quelli de I signori del mistero. Antologia dei maggiori racconti polizieschi o di altri autori di racconti polizieschi con una impostazione da vecchia Inghilterra, molto Holmes e un po’ di Poe, ordinati, educati, con un canovaccio che si ripete sempre uguale e sempre allo stesso modo sfida il lettore a trovare il colpevole o a ricostruire le modalità del crimine. I tre racconti di Walsh sono talmente rispettosi del canone che egli è in grado perfino di indicare esplicitamente la pagina, per ognuno dei racconti, alla quale il lettore riceve tutte le informazioni necessarie per svelare il mistero (e non ci riuscirà, come ovvio).

Finisco dicendo che quando si ha a che fare con gli eroi bisogna sapere cosa si legge, come si fa con la roba che si mangia. Allora, se volete leggere tre ottimi racconti in perfetto stile vecchia Inghilterra con il poliziotto che sbaglia sempre a capire cosa è successo e il modesto Daniel Hernández, correttore di bozze per una casa editrice, che invece risolve le indagini poliziesche in modo geniale, Variazioni in rosso è un libro che fa al caso vostro. Se invece volete leggere i testi che hanno reso Rodolfo Walsh l’eroe della nostra epoca che tutti dovrebbero conoscere, allora Variazioni in rosso non c’entra nulla.
Se questo è chiaro, allora siete a posto… leggete o mangiate a volontà quel che vi pare e piace.

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