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«Appartengo a una generazione disgraziata a cavallo fra i vecchi tempi ed i nuovi, e che si trova a disagio in tutti e due. Per di più, come lei non avrà potuto fare a meno di accorgersi, sono privo d’illusioni.» –Tomasi di Lampedusa

Quell’orribile forza – C.S. Lewis

quell orribile forza - lewis

QUELL’ORRIBILE FORZA – Una favola moderna per adulti
C.S. Lewis
Traduzione di Germana Cantoni De Rossi
Adelphi 1999 

Diciamo che è fantasy o fantascienza, come si diceva una volta, il genere di questo libro (sento già il rumore delle lame che gli esperti di fantasy/fantascienza stanno affilando pronti a tagliarmi la giugulare per avere messo insieme fantasy con fantascienza, ma mi dichiaro un profano del genere e mi appello alla clemenza della corte). Fantasy d’annata però, essendo stato scritto nel 1945, terzo di una famosa trilogia iniziata nel 1938 con Lontano dal pianeta silenzioso e proseguita con Perelandra del 1943.

C.S. Lewis, oltre alla trilogia cosmica (The Space Trilogy) è famoso per Le cronache di Narnia, racconti fantasy per ragazzi. La trilogia è per gli adulti invece, come recita anche il sottotitolo di Quell’orribile forza. Scriveva con J.R.R. Tolkien, C.S. Lewis, irlandese di Belfast, nel senso che erano amici ed entrambi insegnavano all’università di Oxford. Negli stessi anni hanno fondato o rifondato un genere letterario o, come minimo, scritto libri di immensa fama e influenza, per quanto di genere.

Fermi lì!

Lo so, sapete, che voi a sentire fantasy/fantascienza avete già fatto le smorfie impuzzolentite e pensate “Fantasy/fantascienza? No grazie!”. Dico soprattutto alle signore che mi sa che siano quelle più schizzinose verso libri come questo. Ferme lì un momento! Un momento soltanto, poi se volete andate via. Dategli una chance perché anche se il genere è sicuramente pieno di robaccia (ma quale genere non lo è?) ci sono libri molto belli, e questo è uno. Ve lo dice un profano assoluto, figuratevi che io non ho nemmeno letto Il signore degli anelli, solo un po’ di Philip Dick e i fratelli Strugatzki, questi ultimi geniali, ma russi, quindi pazzi per forza, autori di un misto di fantasy staliniana surrealista e irriverente.

C.S. Lewis è vittoriano invece, felpato come si conviene a un fellow del Magdalen College di Oxford, elegante come un lord e spregiudicato come un irlandese. È un gran signore C.S. Lewis, il che a quei tempi – e forse pure ai nostri, anche se di gran signori non ne sono rimasti moltissimi – significava averne fatte (o quanto meno pensate) di cotte e di crude senza mai perdere l’aplomb impeccabile.

Quell’orribile forza rispecchia in pieno il carattere e il tempo dell’autore. È una favola – e per questo nasce bella -, moderna – per i tempi di allora sicuramente, ma molto ha a che fare anche con i nostri di tempi – ed è per adulti, cioé per gente come voi e me, perché dietro la storia fantasiosa c’è uno sguardo aspro verso la società e gli uomini. Come fecero anche Aldous Huxley e George Orwell con le loro distopie che oggi tutti hanno riscoperto e rileggono (o dicono di rileggere, non saprei, quel che è certo è che hanno riscoperto il termine “distopia” e lo ripetono ossessivamente dandosi un sacco di arie ogni volta che lo pronunciano o lo scrivono).

A dir la verità (i peccati li confesso sempre un po’ alla volta), non ho nemmeno letto i due libri precedenti della trilogia (ma come? ma allora… sei un confusionario! Sì lo sono, però lo stesso C.S. Lewis scrive che i tre libri si possono leggere anche indipendentemente dall’ordine, quindi mi salvo in corner) anche perché non sapevo che fosse una trilogia e poi perché questo libro é uno di quelli nei quali incoccio per un caso teleguidato, sono lì nel posto giusto, al momento giusto apposta per me. Ero a Roma, vagavo solitario saltando sugli sbalzi d’umore, un po’ sconsolato e un po’ curioso, spesso pensieroso, per Via dei Banchi Vecchi. Avevo passato il pomeriggio girovagando e poi seduto in un baretto che mi piace da quelle parti, rimestando mezzi pensieri e mezzi sogni nel sole calante dell’autunno con l’idea che tanto più stavo in giro e tanto più era probabile che incontrassi qualcosa o qualcuno che mi avrebbe distratto. Girovagavo infagottato e come spesso mi capita quando cerco un porto sicuro, mi sono diretto in libreria, da Odradek che sta lì vicino. L’ho visto su uno scaffale in alto, mi dovevo alzare in punta di piedi e mancava ancora almeno un metro e mezzo, ma sono riuscito a leggere l’autore. “C.S. Lewis, fantascienza…”. una copia vecchia di anni, forse proprio del 1999 – Odradek è bellissima anche per questo, ha copie vecchie di anni – con la costa già un po’ scolorita. “Fantascienza…”, in quel momento mi è sembrata proprio la cosa che cercavo, l’incontro predestinato, un po’ di avventurosa e spericolata fantasia, irrealtà e favole, sì irrealtà e favole adulte, quello che si cercherebbe volentieri nelle persone, ma più spesso si trova nei libri. Mi ha rasserenato, placato la fame o la sete, una delle due. L’ho comprato e mi sono fermato a parlare con il libraio. Anzi, lui ha parlato e io ho ascoltato. Anche questo capita quasi sempre. La libreria che resiste nonostante i tempi durissimi, il rifugio per anime vagabonde nell’autunno, la barricata che non molla, non si arrende (le librerie anarchiche hanno ancora questo fascino perduto e irresistibile). Discorsi poco originali ma ritempranti.

Ecco perché io ho letto questo Quell’orribile forza con la disposizione d’animo perfetta e a me è piaciuto. È lungo, 500 pagine, ma è una favola che scorre cullando e facendo riflettere. La lotta eterna tra il bene e il male, uomini schierati su fronti opposti e forze celesti delle saghe nordiche riconvertite allo spazio intergalattico al loro fianco o alla loro testa. Gli eroi della resistenza agli oppressori potenti e ben armati. In questo caso, da buon conservatore qual era C.S. Lewis, il male sta dalla parte delle macchine, della tecnologia inumana e dei tecnocrati che cercano di estirpare l’elemento umano dalla società. I buoni sono gli umanisti, legati alla terra, alle tradizioni e alle cose semplici, come l’anima e il cielo. È una visione rudimentale ma non del tutto semplicistica. Vista oggi è perfino presciente, c’erano già allora i germi delle storture del nostro mondo moderno e forse, un forse ottimistico senza dubbio, qualcuno, vagamente, istintivamente, senza troppo rendersene conto, li stava percependo. O forse è solo una mia ricostruzione di senso in retrospettiva, sempre molto confortante. Non dimenticatevi che è una favola per adulti, quindi c’è libertà di fantasticazione.

Insomma, a volte leggere una favola per adulti, sia un fumetto, una storia di avventura o di fantascienza fa bene, ci si allunga sulle pagine, distesi comodamente, e si scorrono le immagini che si vanno formando sorridendo leggeri al sole calante dell’autunno ombroso.

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2 commenti su “Quell’orribile forza – C.S. Lewis

  1. Mira Queen
    23 maggio 2017

    Mi è proprio venuta voglia di leggere questo libro anche se, da pignolina quale sono, dovrei forse iniziare con i primi due episodi della trilogia. Ma alla fine tu li hai letti o no?

    • 2000battute
      23 maggio 2017

      non li ho letti, ma ora me ne è venuta voglia

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Questa voce è stata pubblicata il 28 dicembre 2013 da in Adelphi, Autori, Editori, Lewis, C.S. con tag , , , , , .

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