2000battute

«Appartengo a una generazione disgraziata a cavallo fra i vecchi tempi ed i nuovi, e che si trova a disagio in tutti e due. Per di più, come lei non avrà potuto fare a meno di accorgersi, sono privo d’illusioni.» –Tomasi di Lampedusa

Liebe macht nicht frei, baby! – Francesco D’Isa

copertina - Liebe

LIEBE MACHT NICHT FREI, BABY!
Francesco D’Isa
Retina Comics 2013

“L’amore non rende liberi, baby!”, questa la traduzione del titolo del fumetto breve breve, sono 16 tavole, e “impubblicabile”, come dice lo stesso Francesco D’Isa, che invece esce proprio ora per Retina Comics al prezzo di euro 2 (due) e solo in formato digitale.

D’Isa lo realizzò nel 2006, quindi precedente al bellissimo I. pubblicato da Nottetempo nel 2011 con la surreale spirale di immagini e parole che si fondono per scoprirsi, infine, molto più reali di quel che la voce di I. aveva fatto intendere in principio. Liebe macht nicht frei, baby! ne porta già tutti i segni identificativi e pur piccolo e meno ricamato di I. ne è il suo terreno di coltura o campo di allenamento.

Ora io però vi devo dire una cosa. Non l’ho pagato, cioè nemmeno comprato, anzi me l’ha mandato proprio Francesco D’Isa che domandava se qualcuno voleva leggerlo e scriverne, e in quel caso glielo avrebbe mandato, e io ho detto «eccomi!», ma non l’ho detto solo per arraffare il fumetto aggratis, l’ho detto perchè a me I. è proprio piaciuto molto e Francesco è un tipo simpatico oltre a essere un provocatore estetico fenomenale con pornsaints.org.
Quindi, ve lo comunico che poi qualcuno non dica Eh ma… chissà come l’ha avuto… questo non sarà mica un altro di quelli… i furbacchioni… gli amiconi degli uffici stampa. Ci siamo capiti, il mio commento dichiaro pubblicamente essere segnato dall’affarone e dalla simpatia per l’autore. Ma d’altronde, essendomi premurato fin dall’inizio di specificare che io scrivo commenti e non recensioni, questo, anche se voi non avete capito che differenza ci sia, mi libera dai lacci della palandrana recensoria e mi autorizza, in sostanza, a fare come mi suggerisce la luna del giorno. (qualcuno penserà Ma l’hai già detta ‘sta cosa… sí lo so, ma mi piace un sacco dirla, quindi mi ripeto.)

Veniamo a Liebe macht nicht frei, baby! l’impubblicabile. Il soggetto e voce narrante è niente di meno che Adolf Hitler, il quale rivolgendosi prima ai suoi devoti di un tempo, poi all’amante Eva Braun, ci parla di amore, che non rende liberi per l’appunto.
Se qualcuno inizia ad agitarsi per la presunta eresia, oltraggio o intollerabile leggerezza può fermarsi qui e passare ad occupazioni più consone del proprio tempo, visto che io non assecondo in nessun modo tali nervosismi, anzi, a me è piaciuto, nella sua semplicità, ovviamente, ma D’Isa è bravo a giocare sui contrasti apparentemente estremi incrociandoli, ibridandoli, facendone una treccia che si avvita e si stringe di tavola in tavola. Dico di più, prendere Hitler e farne il soggetto di un discorso amoroso, molto ambiguamente amoroso, e politico, molto chiaramente politico, è stata una gran trovata di Francesco.

Mi avete smascherato troppo presto. Volevo cambiare il falso in vero sotto i vostri occhi, non con la forza, ma con la vostra sincera adesione. Amatemi, accecatevi e seguitemi! Un solo dovere, una sola salvezza: così dicevo. Se fossi riuscito nel mio intento il mio sogno sarebbe diventato il mondo, e il mondo il vostro incubo.

Questo lo sapevate, eppure per un attimo tutti, persino i miei più accaniti nemici, tutti hanno creduto nell’impossibile. È di quell’istante che approfittai, è attraverso la vostra speranza che sono entrato.

Come in I. la storia mette insieme una traccia narrata e un collage di immagini e disegni, l’una e gli altri si mescolano nel contrasto, cozzano e restituiscono il senso di surrealtà ma, tavola dopo tavola, ci si accorge del filo che lega la narrazione con le immagini, una con l’altra, una doppia elica narrativa, una treccia per l’appunto e alla fine, tutto torna, tutto trova la collocazione e tutto, da surreale, diventa reale, anzi, termina con la più reale delle realtà. Alla fine del bizzarro racconto di Hitler sull’amore, rimane solo l’unica cosa certa: la morte.

Leggendo Liebe macht nicht frei, baby!, come per I., la mia impressione è di trovarmi di fronte non a un fumetto, per come intendo io un fumetto nella mia scarsa esperienza, ma ad una rappresentazione teatrale, una commedia di maschere o burattini, ogni tavola è una scena, con le immagini a riempire il palcoscenico mentre i testi sono recitati da una voce fuori campo, e insieme, alla fine mi lasciano come se fossi stato uno spettatore in sala, invece che un lettore. È una sensazione piuttosto nuova per me, direi.

Anche per questo apprezzo parecchio il lavoro di Francesco D’Isa, pure un fumetto breve breve, piccolo piccolo e impubblicabile come Liebe macht nicht frei, baby! e aspetto con curiosità il nuovo libro in arrivo.

Liebe - 2

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Questa voce è stata pubblicata il 13 luglio 2013 da in Autori, D'Isa, Francesco, Editori, Retina Comics con tag , , , .

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