2000battute

«Appartengo a una generazione disgraziata a cavallo fra i vecchi tempi ed i nuovi, e che si trova a disagio in tutti e due. Per di più, come lei non avrà potuto fare a meno di accorgersi, sono privo d’illusioni.» –Tomasi di Lampedusa

L’uomo che si innamorò della luna – Tom Spanbauer

L’UOMO CHE SI INNAMORÒ DELLA LUNA
Tom Spanbauer
Traduzione di P. Bertante

Mondadori 2007

Aggiornamento 8 dicembre: visto che dopo essere stato lungamente non più disponibile, poi di nuovo in libreria e ora tristemente scivolato tra i “Reminder” (Rimanenze) sconto 55%, in attesa di una nuova scomparsa, lo inserisco tra i Libri Dispersi, ed è, a parer mio, una grande perdita.

[Libri dispersi]

Riprendo in mano questo libro dopo parecchio tempo che l’ho letto, perchè è uno di quelli a cui voglio davvero molto bene, fisicamente intendo, quasi fosse stato un amico a raccontarmi una storia che poi non mi ha più lasciato e di tanto in tanto ripenso a quella favola e sorrido sentendone il calore.
Questo è L’uomo che si innamorò della luna, per me. E per questo mi fa piacere scriverne.

Essere eroi non è solo raccontare la storia. L’eroe è colui o colei che, raccontando la storia, la perdona – perdona il diavolo, se stesso, se stessa – per il buio che c’è voluto per vedere la luce.

Sì, è proprio così, Spanbauer racconta una storia nella quale c’è il buio degli uomini e il diavolo di tutti i peccatori e persone che si spostano ai margini, cavalcano fino alla valle solitaria, sapendo a cosa vanno incontro, ma si perdonano per ciò sono, perchè così è la vita che devono vivere.
E anche per questo, sanno amarsi profondamente.

Come dice Cortázar: “non esistono messaggi, esistono messaggeri e questo è il messaggio, così come l’amore è colui che ama”.

Ambientato nell’Idaho dei cowboy, i suoi personaggi sono straordinari. Prostitute come Alma Hatch, Ida Richelieu, Gracie Hammer ed Ellen Finton, cowboy omosessuali come Dellwood Barker, grande spirito della valle della Luna e Shed, il ragazzino mezzosangue indiano, voce narrante, berdache, quello che scopa con gli uomini e con le donne; con Dellwood, un po’ padre e un po’ puttana e con Alma Hatch, un po’ madre e un po’ puttana. E poi la leggenda di Billy Blizzard e gli indiani e lo sceriffo e i coloni mormoni della frontiera americana.

Libro grondante di sesso e di visioni oniriche, sesso onirico, spesso, corpo e anima degli uomini, immagini traboccanti di colori e visioni notturne. Di dignità e di famiglia.

Una famiglia: quel giorno di settembre quando ci eravamo messi i bei vestiti bianchi di Sears and Roebuck e ci eravamo seduti al tavolo con la tovaglia a quadretti rossi e bianchi, all’ombra, vicino al punto più largo del fiume dove l’acqua è verde. Ci eravamo presi una vacanza dalla barbarie, stavamo mettendo un po’ di grazia e bellezza nella nostra vita, con il vino italiano e i cibi che si mangiano in Europa, e ci eravamo raccontati delle storie.
Alma, Ida, Dellwood e io.

Una lettura che avvolge nel suo respiro e trasporta in un luogo che non esiste, nella valle della Luna.
Bellobellissimo.

PS: Il titolo è stato a lungo fuori catalogo, adesso mi pare sia di nuovo disponibile. Se lo cercate in libreria, vi potrà capitare quello che è capitato a me, di non trovarlo negli scaffali normalmente dedicati alla Narrativa, ma di dover scovare uno scaffale un po’ nascosto, con sopra scritta una cosa incomprensibile, che la prima volta sono rimasto a guardare perplesso finché una voce dolce è venuta in mio soccorso e mi ha detto che voleva dire “letteratura omosessuale”.
Ricordo di avere pensato: “Ma che cosa vuol dire letteratura omosessuale? Scritta da froci? Solo per froci? Che se la leggi diventi frocio anche tu? Che chi non è frocio è meglio che non legga e neppure veda? Ma chi è che decide queste idiozie, tipo patetica tendina all’edicola per nascondere l’angolo dei pornazzi?”
Il risultato di questo perbenismo pulcioso è un grande libro che racconta una storia meravigliosa di amore, di sesso, di vita, di dolore e di gioia, di uomini e di donne, di persone, di sogni, di libertà e di come ci si possa innamorare della luna, nascosto in un angolo e magari fuori catalogo, mentre le vere schifezze e oscenità sono impilate all’ingresso. Vabbè, lasciamo perdere che è meglio.

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Un commento su “L’uomo che si innamorò della luna – Tom Spanbauer

  1. Pingback: Segnalazione: Tom Spanbauer – “L’uomo che si innamorò dalla luna”. | Arcigay Rainbow Valsesia e Vercelli

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Questa voce è stata pubblicata il 26 maggio 2012 da in Autori, Editori, Mondadori, Spanbauer, Tom con tag , , , .

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